Le Meraviglie del Mondo Antico erano sette e tra queste c’erano le Piramidi d'Egitto, le uniche sopravvissute! Un antico detto arabo recita: "L'uomo teme il tempo, ma il tempo teme le piramidi”, e non c’è mai stata cosa più vera, visto che stabilire esattamente quanto siano antiche è una cosa tutt’ora difficile: a grandi linee, si potrebbe dire che esistono da circa 5000 anni! Una cosa certa è che queste strutture monumentali sono state costruite durante il regno di tre importanti faraoni della IV dinastia (2613-2498 a.C.) dell'Antico Regno e che gli archeologi concordano nel ritenere che la loro destinazione fosse la sepoltura dei re. Non è però conosciuto con certezza né la funzione di alcune parti delle Piramidi di Giza, né la ragione per cui i pozzi di aerazione siano orientati in direzione di importanti costellazioni. La vista di queste costruzioni tanto imponenti è di sicuro uno spettacolo impressionante, sebbene, il meraviglioso sito, sia stato un po’ rovinato dai sobborghi de Il Cairo che si estendono quasi fino alla Sfinge.
La grande Piramide di Cheope è più alta di qualsiasi costruzione realizzata prima dell’epoca industriale: è un prodigio di matematica e ingegneria. Alta in origine 147m, è la prima che appare alla vista per chi, come la maggior parte dei visitatori, arriva da Sharia El-Ahram. Si ritiene che Cheope (nome greco con il quale è conosciuto il faraone Khufu) abbia regnato dal 2589 al 2560 a.C. La sua piramide è la più antica e la più grande delle tre, si stima sia formata da 2,5 milioni di blocchi di calcare, ognuno dei quali ha un peso di 2,3 tonnellate, sebbene alcuni blocchi posizionati alla base della costruzione sfiorino le 15 tonnellate. La parola piramide deriva dal termine greco “pyramis”, nome preso probabilmente dalla tipica torta consumata in quell'epoca. Ma per gli egizi la piramide era molto di più: era la garanzia dell’immortalità del loro faraone, del loro conduttore, quindi del loro regno. Ma per avere l’efficacia della sua missione, la piramide doveva essere finita prima della morte del sovrano, il quale era molto più di un re, era considerato il Dio incarnato e la piramide era l’espressione dell’autorità sul suo regno. I visitatori possono salire per pochi metri una scalinata intagliata appositamente sulla facciata della Grande Piramide e accedere in tal modo al suo interno, dove confrontarsi con le ripide inclinazioni e gli spazi limitati è arduo e non è consigliato a coloro che soffrono di claustrofobia o di problemi cardiaci.
La Piramide di Chefren (Khafra, in egiziano antico) è più piccola di quella del padre Cheope, anche se, per la sua posizione sopraelevata, appare più alta. La base è soltanto 15 m più bassa rispetto a quella della Grande Piramide, mentre la differenza complessiva dell'altezza è di soli 3 m. Quella di Chefren è l’unica delle tre piramidi a conservare la struttura calcarea sulla sommità, un calcare bianco che anticamente ricopriva per intero le tre piramidi con lo scopo di renderle più scintillanti e lucenti. L'interno è più semplice rispetto a quello della Grande Piramide di Cheope. Due discese convergenti conducono alla tomba, infatti, diversamente dalla piramide di Cheope, in cui la camera sepolcrale è situata nella parte centrale della struttura, in quella di Chefren essa è scavata nella roccia al di sotto della piramide. All’interno, non c'è quindi tanto da vedere, eccetto il sarcofago in granito del re. Vi si accede tramite un unico corridoio discendente, pertanto la visita dell'interno è meno impegnativa di quella della piramide di Cheope. Il tempio funerario di Chefren conserva i resti di un piccolo santuario e sono ancora visibili le sezioni del marciapiede di granito che lo collegava alla piramide distante circa 500 m.
L’ultima piramide costruita sull'altopiano di Giza, la piramide di Micerino (Menkaura in egiziano), ha una base equivalente a meno di un quarto di quella delle piramidi vicine. Gli archeologi presumono che gli egizi avessero esaurito le risorse economiche, ma è altrettanto probabile che il potere del faraone fosse in declino e che non fosse quindi più stato possibile riunire l'immensa forza lavoro necessaria alla costruzione di un altro monumento dalle notevoli dimensioni. Alcuni attribuiscono tale differenza alla riduzione del potere del re, altri però fanno notare che, sebbene la piramide sia più ridotta, la vallata e i templi funerari sono più grandi ed elaborati. Ciò può essere considerato l'inizio di un processo che si concluse con l'abbandono delle piramidi e la diffusione di tombe segrete scavate nella roccia con maestosi templi funerari. Dall'ingresso, sulla facciata nord, un passaggio discendente immette in una camera incompiuta, decorata con una serie di pannelli scolpiti a falsa-porta, seguita da un nuovo corridoio che si apre sulla camera funeraria, dove si rinvenne un sarcofago in basalto decorato, perso in mare con la nave che lo stava trasportando in Inghilterra. Vi è poi un'altra anticamera collegata alla camera sepolcrale scavata nella roccia, il cui soffitto è ricavato da un'enorme lastra di granito. Il monumento è fiancheggiato da tre piccole piramidi destinate alle regine, due delle quali, incompiute, presentano assise a gradoni analoghe a quelle della Piramide di Djoser a Saqqara.
Guardia alla piramide di Chefren, la Sfinge è la più antica scultura monumentale d'Egitto. Gli archeologi la collocano intorno al 2500 a.C. e ne attribuiscono l'ispirazione a Chefren. È alta 20 m e ha il corpo allungato, le zampe protese e un copricapo reale. Fu scolpita in un affioramento di roccia naturale alla cui base furono aggiunti alcuni blocchi di pietra in occasione delle numerose ristrutturazioni, a partire dalla XVIII dinastia. In origine, la Sfinge aveva anche una finta barba stilizzata, simbolo di regalità, ma anch'essa col tempo scomparve. Di fronte alla statua sorgono i resti del Tempio della Sfinge, attualmente chiuso al pubblico. L'area circostante è accessibile dal tempio della Valle di Chefren, uno dei più antichi templi ancora esistenti in Egitto. Esso funge ora da piattaforma di osservazione per il pubblico in estasi davanti alla favolosa creatura con corpo di leone e volto umano. Sebbene sia un soggetto anche troppo dibattuto - una teoria vuole che sia antecedente all'epoca egizia, frutto di una civiltà molto più antica e scomparsa - gli archeologi concordano nel ritenere che la Sfinge sia stata scolpita durante il regno di Chefren: si tratterebbe infatti di una raffigurazione emblematica del re, il cui corpo leonino costituirebbe l'archetipo della regalità e la testa regale, cinta dal nemes (copricapo portato dai soli faraoni), il potere.
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