Una profusione di colori bianco, rosso e verde, accoglie i visitatori che entrano a Little Italy, un pezzo della nostra bella Italia impiantata a New York. Il quartiere, naturalmente, deve il suo nome all’altissima concentrazione di immigrati italiani, arrivati tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900. Gli italiani, infatti, anche se in terre straniere, hanno sempre dimostrato un grandissimo attaccamento alla propria terra d’origine, cercando di concentrarsi tutti nella stessa zona e mantenendo intatte le loro tradizioni, la loro cultura, la propria cucina e addirittura la propria lingua. Essi hanno riprodotto in questo quartiere un piccolo pezzo d’Italia, quindi anche tutte le attività commerciali, dai ristoranti ai negozi d’abbigliamento, hanno o perlomeno avevano, fino a qualche tempo fa, un carattere fortemente “ italiano”. Naturalmente, va precisato, che ormai gli italiani in America, non sono gli stessi arrivati quasi un secolo fa: i loro discendenti sono oggi interamente integrati nel tessuto sociale statunitense. Per questa ragione le tradizioni, come la lingua, vanno via via perdendosi e una parte del quartiere è stata assorbita, non a caso, da Chinatown.
Chinatown ospita la più grande comunità cinese non solo degli Stati Uniti, ma dell’intero emisfero occidentale. Tale popolazione cominciò ad emigrare nel Nuovo Continente a partire dalla metà del XIX secolo, in cerca di facili guadagni che avrebbero permesso un ritorno in patria e una vita più agiata. Esaurite le risorse lavorative offerte dalle miniere d’oro e dalla costruzione di ferrovie, i cinesi si riversarono nelle città, ove si dedicarono all’attività commerciale. Così, la Chinatown newyorkese comincia a svilupparsi negli ultimi decenni dell’ottocento, come un ghetto in cui erano reclusi gli orientali e che riuscì ad essere negli anni autosufficiente nell’offerta del lavoro e nell’assistenza sociale. Oggi, Chinatown è una vera e propria città nella città, con un numero infinito di ristoranti, mercati e negozietti disposti lungo strade tortuose ed affollate. L'atmosfera che vi si respira è molto particolare, con insegne dagli ideogrammi cinesi e colori sgargianti, telefoni pubblici decorati come piccole pagode ed "odori" intensi. Camminando per le strade affollate si nota subito l'attività frenetica e caotica che la caratterizza. Famosa per il suo Diamond District, Chinatown offre anche, con i suoi numerosi negozi e bancarelle, la possibilità di uno shopping decisamente economico. È qui che durante le prime settimane dell'anno si svolge la "Festa della Primavera": il quartiere, chiuso al traffico e invaso da migliaia di persone, diviene l'enorme palcoscenico di questa coloratissima festa che ha fatto anche da sfondo a film famosi quale "L'anno del Dragone".
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